Come fondare un’Associazione?

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Per prima cosa bisogna averne voglia, ma chi sta leggendo certamente ne ha ed è ben motivato! Superata questa incognita è utile trovare alcune persone, non necessariamente molte, disposte a collaborare e a diventare “Soci Fondatori”! Potrebbero essere alcuni Pazienti o dei loro Parenti, qualche Cardiologo volonteroso oppure degli Infermieri che apprezzano l’iniziativa. Cinque o sei persone sono sufficienti.

Si apportano le opportune modifiche allo Statuto che è proposto di seguito in questa sezione del sito web al fine di caratterizzarlo in funzione della realtà sociale, territoriale ecc. in cui si intende operare.

Il nome della nuova Associazione sarà ovviamente concordato tra i Soci Fondatori. Molto diffuso è “Amici del Cuore di…(località), oppure “Cuore Amico di…(località); altre Associazioni hanno scelto di chiamarsi “Cuore sereno” “Dolce Cuore” oppure “Cardioclub”.

Nello Statuto devono essere indicati:

La denominazione dell’Associazione,

L’indicazione dello scopo,

Le norme sull’ordinamento interno (consiglio direttivo ecc.) e sull’amministrazione,

Le condizioni di ammissione degli associati.

L’assenza di fini di lucro

La democraticità della struttura,

L’elettività e la gratuità delle cariche associative,

La gratuità delle prestazioni fornite dagli aderenti,

I criteri di ammissione e di esclusione degli aderenti, i loro obblighi e diritti,

L’obbligo di formazione del bilancio, dal quale devono risultare i beni, i contributi o i lasciti ricevuti, nonché le modalità di approvazione dello stesso da parte dell’assemblea degli aderenti


  Quanto sopra suggerito può essere sufficiente in quanto l’Associazione altro non è che un semplice accordo privato tra Soci. E’ comunque consigliabile far registrare tale documento all’Ufficio locale delle entrate, per dare certezza alla data di costituzione.

 Se però si vuole che la nuova Associazione sia riconosciuta ai sensi dell’art 14 e seguenti del Codice Civile e del DPR 361/00  è necessario che lo Statuto avvenga in presenza di un Notaio.

In questo caso è meglio se il Notaio è uno dei Soci fondatori o amico di uno di questi……potrebbe darsi che la parcella risulti meno onerosa!

In questo caso  lo Statuto deve indicare anche:

La sede ed il patrimonio

Se si vuole ottenere la qualifica di ONLUS, è necessario che l’atto sia registrato. (Questo argomento mi sembra controverso e certamente il Notaio vi darà delucidazioni) E’ comunque importante

 sapere che in base all’art. 8  L 266/91 gli atti costitutivi delle Associazioni di Volontariato sono esenti da imposta di bollo e dall’imposta di registro! L’unico costo da sostenere, tramite il modello

F23, sono € 5,16 con codice tributo 964T, salvo che gli uffici dell’agenzia delle entrate chiedano anche il versamento dell’imposta di registro predisponendone però il rimborso una volta accertata l’effettiva iscrizione al registro regionale del Volontariato dell’Associazione appena costituita.

Alla richiesta di registrazione vanno allegate due copie dello Statuto e dell’atto costitutivo con firma originale.

Lo Statuto che Vi proponiamo è stato indicato dalla Regione Veneto per poter essere iscritti all’albo delle Associazioni di Volontariato. Essere iscritti può far avere dagli Enti pubblici qualche contributo per il finanziamento di progetti e permette, agli eventuali sostenitori, di detrarre nei termini di legge il contributo dalla dichiarazione dei redditi.

E’ bene tener presente che la contabilità ed il bilancio dell’Associazione devono seguire delle semplici ma precise regole e cioè devono documentare le entrate e le spese con le relative ricevute.

 I Soci Fondatori hanno, a questo punto, il compito di organizzare la prima Assemblea nella quale verranno eletti i Componenti del Consiglio Direttivo. Il Presidente, se previsto dallo Statuto, può essere eletto dall’Assemblea; la Associazioni, per assicurare la migliore sintonia tra Presidente e Consiglieri, preferiscono prevedere nello Statuto che l’elezione del Presidente sia prerogativa dei Membri del Consiglio. La mia esperienza insegna che non è male che del primo Consiglio Direttivo faccia parte qualche Cardiologo (per esempio il Primario del Reparto di Cardiologia di riferimento o un suo Collaboratore oppure il Responsabile della Cardiologia riabilitativa ecc.). Successivamente queste Figure, spesso molto impegnate professionalmente e quindi con poco tempo a disposizione, potranno utilmente andare a far parte del Comitato Tecnico-scientifico nel quale sarà utile inserire, se disponibili, anche un Commecialista e/o un Avvocato o un Magistrato.

Per individuare le prime attività da realizzare vi consigliamo di consultare l’elenco delle attività delle Associazioni aderenti alla nostra Federazione Trivenetocuore. Troverete anche gli indirizzi e gli organigrammi delle varie Associazioni e vi sarà facile contattarle per avere eventuali consigli e suggerimenti.

Un auspicio: si vi trovate in una sede ubicata nel Triveneto, iscrivete la nuova Associazione alla Federazione Trivenetocuore; saremo più forti e potremo scambiarci notizie e consigli.

Una raccomandazione: aderite anche a CONAcuore (Coordinamento Nazionale delle Associazioni di Volontariato Cardiologico) per rafforzare la rappresentatività del Cardiopatici (e anche di chi non lo vuol diventare) a livello nazionale.

Auguri di buon lavoro.

Riccardo Buchberger