La sessualità dopo un evento cardiaco
Testo elaborato dalla dott.ssa Lucia Marchiori - Psicologa-Psicoterapeuta (03/2007)
La sessualità
rappresenta un importante aspetto della vita in quanto offre la
possibilità di conoscere se stessi e l’altro attraverso la dimensione
corporea. Il modo di viverla varia a seconda dell’età, della cultura di
appartenenza, dell’educazione ricevuta, dei valori personali e dello
stile di vita, delle condizioni fisiche e delle esperienze
affettivo-relazionali. Il comportamento sessuale è naturale e riuscire
ad esprimerlo con qualcuno implica una scelta che inizia cercando
colui/colei con il/la quale si vuole entrare in contatto e continua allo
scopo di costruire una storia e mantenere un rapporto anche fisico.
L’espressione della vita sessuale è influenzata dalla rappresentazione
che ciascuno ha della sessualità nonché dalla disponibilità a scoprire
insieme all’altro i rispettivi corpi.
Nel caso in cui la
sessualità sia concepita come “prestazione fisica”, la persona avrà la
tendenza a valutare la soddisfazione in base al criterio
dell’efficienza, cercherà di ottenere dal rapporto un risultato positivo
e accetterà con difficoltà un eventuale esito negativo. Questo tipo di
relazione sessuale mette in gioco la conferma di sé e, pertanto, aumenta
il livello d’ansia legato alla prestazione.
La sessualità vissuta
come un “incontro” di corpi e di mondi emotivo-cognitivi non ha la
finalità di arrivare ad un risultato e consente di accogliere tutto quel
che accade nelle più variegate sfumature. Tale manifestazione sessuale è
legata al bisogno di vivere il desiderio, al piacere di stare
nell’intimità rispettando i tempi e i ritmi di ognuno, di alimentare la
fantasia e l’eccitazione, ma, allo stesso tempo, aiuta a riconoscere i
propri limiti.
La sessualità, dunque,
permette di manifestare il nostro peculiare modo di “essere nel mondo”,
mette in evidenza la nudità sia corporea (corpo perfetto/imperfetto,
forte/debole, sano/malato) sia psichica (sfera degli affetti, desideri,
paure, fantasie, valori, credenze).
La persona si trova a
riordinare la propria vita, a regolare diversamente le forze fisiche e
psichiche. A volte la patologia cardiaca può modificare profondamente
l’esistenza e costringere ad organizzare in modo nuovo la giornata, le
relazioni familiari e amicali, l’attività lavorativa, gli interessi
sociali. Per qualcuno tutto può sembrare più difficile, complicato,
irrisolvibile. L’eventuale presenza di stati d’ansia, irritazione,
labilità emotiva o depressione, evidenzia la necessità di un
riadattamento globale a livello personale, familiare e sociale.
Chi ha ancora dei figli
a carico o dei problemi economici da affrontare pensa di non riuscire a
farcela, ma piano piano, superato il periodo di convalescenza e grazie
alla riabilitazione, la vita quotidiana riprende. Si scopre che il
“cuore rattoppato” può funzionare anche meglio di prima, bisogna
ovviamente seguire la terapia farmacologica, tenere sotto controllo i
fattori di rischio (sedentarietà, alimentazione scorretta, fumo, alcool,
diabete, colesterolo alto, stress) e, possibilmente, cambiare stile di
vita.
Ne può risentire la sfera sessuale?
Alcune persone mostrano
qualche difficoltà a riprendere l’attività sessuale e avvertono un calo
del desiderio, altre riscontrano un disturbo di erezione.
La normale vita sessuale
potrebbe essere frenata anche dal/dalla partner che ha paura di
sottoporre il cuore del cardiopatico ad un eccessivo stress fisico ed
emotivo. Ciò riduce lo scambio affettivo-erotico e, di conseguenza,
cresce la distanza interpersonale tra la coppia. Il/la partner vive con
preoccupazione e apprensione la salute dell’altro e, nel timore di
affaticarlo, gli limita le azioni, lo riempie di cure assistenziali che
lo fanno sentire ancor più malato.
Bisogna, altresì,
ricordare che la repressione del desiderio o la frustrazione di un
bisogno può rappresentare un rischio maggiore del rapporto stesso.
Occorre, quindi, risolvere o almeno alleviare l’eventuale problema
sessuale parlando con il medico di base o il cardiologo e con lo
psicologo.
Quando è
possibile riprendere l’attività sessuale?
Quando si sono
recuperate le forze e ci si sente pronti. Se le energie sono poche,
possiamo fare del sesso “soft” riscoprendo il piacere dell’accarezzare,
baciare, toccare. Non ci sono posizioni vietate, ma alcune sono più
consigliabili di altre: stare sdraiati su un lato può facilitare il
rapporto (chi ha avuto un intervento cardiochirurgico potrà adagiarsi
con la parte laterale del corpo solo dopo qualche mese, a completa
cicatrizzazione della ferita); fare all’amore seduti su una sedia può
essere utile quando ci sono difficoltà legate alla respirazione. E’
importante scegliere un ambiente tranquillo, senza disturbi, né troppo
caldo né troppo freddo.
Per limitare
l’affaticamento è meglio farlo quando si è rilassati e riposati,
comunque lontano dai pasti perché durante la digestione il cuore è
impegnato ad apportare sangue al sistema stomaco-fegato-intestino.
Chi fa sesso con un
partner diverso da quello abituale ha maggiore probabilità di avere un
attacco cardiaco perché entrano in gioco altre variabili come, ad
esempio, il fattore emotività.
E se la persona non riesce ad avere rapporti sessuali?
Questo non è un problema
del singolo bensì della coppia e va superato insieme, chiedendo,
eventualmente, l’aiuto di un esperto.
P. Watzlawick, studioso
della comunicazione, dice che un presupposto dell’infelicità è non far
sapere alla mano destra quello che fa la sinistra, quindi, il primo
passo è parlare col partner. Le coppie che discutono apertamente
affrontano meglio le difficoltà e trovano un maggior numero di soluzioni
al problema.
Come
la coppia può affrontare la difficoltà?
Molto utile è dirsi
quello che va o non va bene, ciò che risulta gradito e ciò che disturba,
quello che favorisce od ostacola il piacere sessuale. Inoltre, vanno
esplicitate le aspettative reciproche perché la qualità degli scambi
sessuali influisce sull’equilibrio psico-affettivo.
Imparare ad esprimere i
propri sentimenti, le paure, i desideri, le ansie, il timore di non
farcela o la preoccupazione di avere un attacco di cuore durante l’atto
sessuale.
Ritrovare la spontaneità
e la naturalezza dello stare insieme.
Cosa può
aiutare?
Qualche consiglio:
cercare occasioni per favorire il buon umore, sorridere per i difetti di
ciascuno, non sopravvalutare i motivi di scontro, ricordare la propria
storia di coppia e le motivazioni al legame affettivo, aver fiducia
nella relazione e trovare tutti i modi possibili per renderla
soddisfacente. Prendersi il tempo per stare insieme.
E’ importante curare il
benessere della coppia perché ha effetti positivi sullo stato di salute
e su tanti altri aspetti della vita.