Posso andare al mare?
Testo elaborato dal dott. Andrea Ponchia – Cardiologo (07/2007)
Il soggiorno al mare non presenta delle particolari controindicazioni per i pazienti
cardiopatici. E’ comunque utile prestare attenzione ad alcuni accorgimenti, validi
peraltro anche per la popolazione in generale, considerando gli effetti delle elevate
temperature sull’apparato cardiocircolatorio. La cute, già sottoposta a vasodilatazione
a causa del caldo, tende ad una maggiore sudorazione e a riscaldarsi. Come conseguenza
della redistribuzione ematica, della vasodilatazione cutanea e della possibile disidratazione,
i valori di pressione arteriosa, sia la massima che la minima, tendono a diminuire,
anche significativamente. Per il cardiopatico, già in terapia con farmaci attivi
sui vasi sanguigni, esporsi al sole può quindi significare una ulteriore possibilità
di abbassamento della pressione arteriosa. Il calo pressorio può non essere avvertito
o, al contrario, provocare un forte senso di spossatezza o addirittura una riduzione
del senso di equilibrio. Un’immersione brusca in acqua, in tali condizioni, potrebbe
far aumentare repentinamente la pressione e la frequenza cardiaca con improvvisa
redistribuzione della massa ematica dalla cute verso gli organi interni magari già
congesti per un pasto più o meno abbondante.
Quindi è importante:
1) Evitare l’esposizione prolungata al sole nelle ore più calde; è preferibile andare
sulla spiaggia al mattino presto, ritirarsi all’ombra e nelle zone più fresche nelle
ore centrali, eventualmente ritornare sulla spiaggia a metà pomeriggio quando la
temperatura si va abbassando.
2)Immergersi in acqua in modo graduale, partendo sempre da zone in ombra, bagnandosi
prima la nuca, le spalle e il ventre, soprattutto se si è accaldati o in seguito
ad una attivita'fisica. Quando ci si trova in acqua, in caso di strani sintomi (affanno,
palpitazioni) è meglio tornare rapidamente a riva e non tentare come si dice comunemente
“di rompere il fiato”.
3) Fate attenzione alla disidratazione. E’ opportuno programmare momenti della giornata
in cui bere; la carenza di liquidi nell’organismo può avvenire anche in assenza
di sete. Bere molto, almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, anche se non se
ne sente il bisogno, privilegiando l’acqua del rubinetto che ha le caratteristiche
chimico-fisiche ideali per reintegrare in modo adeguato gli elettroliti persi con
il sudore. Utile guardare sempre il colore delle urine; se sono molto scure, concentrate,
si deve pensare che non si beve abbastanza da equilibrare le perdite avute attraverso
la traspirazione.
4) Evitare di bere bevande gassate o troppo fredde per ridurre i rischi di blocchi
di digestione e congestioni. Evitare, inoltre, bevande alcoliche e caffé che, aumentando
la sudorazione e la sensazione di calore, contribuiscono ad aggravare la disidratazione.
Meglio mangiare cibi facilmente digeribili e alimenti contenenti molti liquidi,
preferendo quattro, cinque piccoli pasti durante la giornata, ricchi soprattutto
di verdura e frutta fresca, evitando cibi pesanti e ipercalorici come fritti, carni
grasse etc.
5) Proteggersi dai raggi del sole con creme solari che devono essere specifiche
per il proprio tipo di pelle, più o meno sensibile. Occorre inoltre ricordare che
alcuni farmaci come l’amiodarone (cordarone) si depositano anche sulla cute rendendola
particolarmente sensibile all’esposizione al sole, anche indiretta. Con “ fotosensibilizzazione
da amiodarone” si intende proprio il possibile effetto dei raggi solari sulla cute
che, in corso di terapia con tale farmaco, può assumere un colore bronzino.
6) Usare vestiti di colore chiaro, non aderenti, in cotone, lino o altre fibre naturali.
I vestiti scuri o di materiale sintetico trattengono infatti più calore.
7) Ricordarsi che il caldo può potenziare l’effetto di molti farmaci utilizzati
per la cura dell’ipertensione arteriosa e di molte malattie cardiovascolari. Durante
la stagione calda è opportuno, quindi, effettuare un controllo più assiduo della
pressione arteriosa e richiedere il parere del medico curante per eventuali aggiustamenti
della terapia (per dosaggio e tipologia di farmaci).