Che cosa è l’ecocardiografia ?
Testo elaborato dal dott. Raffaele Terlizzi – Cardiologo (03/2007)
L’ecocardiografia
è una metodica diagnostica che utilizza alcuni tipi di onde sonore,
chiamate ultrasuoni, per la formazione di immagini delle strutture del
cuore.
Un esame ecocardiografico permette al cardiologo di studiare l’anatomia
ma anche la funzione di tutte le parti del cuore, cioè muscolo, camere
cardiache, valvole, pareti; esso viene sempre abbinato ad uno studio
doppler che permette di studiare il flusso del sangue all’interno del
cuore. Queste valutazioni possono essere sia di tipo qualitativo che
quantitativo, misurando lo spessore delle pareti del cuore, le
dimensioni delle sue cavità e la velocità del sangue al suo interno.
Mentre una radiografia del torace o una TAC convenzionale riescono solo
a fornire immagini di tipo fotografico, una registrazione
ecocardiografica è un po’ come una ripresa cinematografica che permette
anche di vedere il movimento delle strutture cardiache e del movimento
del sangue.
Come si formano le immagini ecocardiografiche ?
La metodica
ecografica si basa sulla creazione di onde ultrasonore che vengono
dirette al cuore e riflesse dalle sue parti.
Per l’ecocardiografia avviene un po’ quello che accade per la voce umana
nella formazione dell’eco. Le onde che vengono ricevute sono poi
elaborate velocemente dall’apparecchio in modo tale da formare le
immagini. Una particolarità dell’ecocardiografia, che la differenzia da
altre metodiche di diagnostica per immagini, è la sua capacità di
visualizzare in tempo reale strutture in movimento: vale a dire che non
c’è un ritardo significativo (se non nell’ordine di pochi millisecondi)
fra quello che si vede sul monitor dell’apparecchio e quello che accade
realmente a livello cardiaco.
Cosa sono gli ultrasuoni ?
Sono dannosi per i
tessuti umani come le radiazioni ?
Gli ultrasuoni
sono delle onde sonore, che hanno però una frequenza molto alta e non
possono essere rilevate dall’orecchio umano. Inoltre, a differenza dei
suoni che vengono abitualmente ascoltati, esse hanno la caratteristica
di propagarsi con molta difficoltà nell’aria. Per questo motivo in
alcuni Pazienti nei quali è presente una certa quantità di aria fra la
sonda ed il cuore la qualità delle immagini non è buona.
A differenza delle radiazioni che possono creare lesioni nelle cellule
umane, gli ultrasuoni non sono dannosi. Questa caratteristica rende l’ecocardiografia
la metodica ideale in tutte quelle condizioni in cui è necessario
ripetere un esame in tempi ravvicinati e per controllare nel tempo
l’evoluzione di malattie cardiache. L’assenza di invasività e di
radiazioni rendono la metodica ideale per lo studio del cuore nei
neonati, nei bambini, ed addirittura nel feto, consentendo di
diagnosticare alcune cardiopatie congenite anche prima della nascita.
L’ecocardiogramma
sostituisce l’elettrocardiogramma ?
L’ecocardiogramma dal punto di vista
tecnologico è un esame molto più sofisticato dell’elettrocardiogramma e
quindi anche più costoso. Sarebbe però un errore non prendere in
considerazione prima le cose più semplici per passare direttamente a
quelle più complesse. Infatti le due metodiche non vanno considerate in
contrapposizione fra di loro, ma come modi complementari di vedere il
cuore: il primo guarda direttamente alle varie parti cardiache ed alla
loro funzione meccanica, mentre il secondo esamina il funzionamento
elettrico del cuore. Esistono delle malattie cardiache, anche gravi, che
non mostrano però alterazioni ecocardiografiche, ma solo
elettrocardiografiche. Inoltre la diagnosi delle aritmie cardiache,
cioè dell’irregolarità dei battiti, viene fatta con
l’elettrocardiogramma. Quindi è necessario che la scelta sul tipo di
indagine venga fatta sempre da un medico. Nella comune pratica clinica
accade quasi sempre che l’ecocardiogramma venga eseguito dopo una visita
cardiologica ed un elettrocardiogramma.
Che cosa si può vedere con un esame
ecocardiografico ?
Il cuore è una pompa che serve a ricevere
sangue dagli altri organi periferici, ad inviarlo in un primo momento ai
polmoni per ossigenarlo e poi pomparlo di nuovo verso la periferia.
Questa funzione di pompa è assicurata prima di tutto dalla contrazione
del muscolo cardiaco (miocardio). Tuttavia per assicurare che il flusso
di sangue segua il verso giusto (tessuti periferici
à
cuore à
polmoni à
cuore à
tessuti periferici) è necessario che tra le varie parti del cuore siano
interposte delle valvole che impediscono al sangue di refluire. Inoltre
il cuore è al centro del torace, ma separato dalle strutture circostanti
da una specie di doppia membrana chiamata pericardio
L’ecocardiografia è la metodica che
permette di vedere e studiare tutte queste parti: miocardio, valvole,
pericardio.
Si
può prescrivere un ecocardiogramma per visualizzare le anche le
coronarie ?
L’ecocardiografia non ha la capacità di
visualizzare le coronarie, che sono quei piccoli vasi del diametro di
pochi millimetri, che portano sangue al muscolo cardiaco e che se
alterati possono causare l’angina pectoris o l’infarto miocardio. Negli
ultimi anni con alcune sonde si riesce però a visualizzare il flusso di
alcuni segmenti coronarici ed a capire se sono ristretti, ma solo in
modo indiretto cioè senza vederne il lume. Tuttavia in linea generale
non ha senso prescrivere un ecocardiogramma solo per studiare le
coronarie: a questo scopo l’unico esame per veder le coronarie rimane
per il momento quello coronarografico, anche se da alcuni anni stanno
emergendo sempre più alcune metodiche non invasive come l’angio-TAC
coronarica e la risonanza magnetica.
Quali sono i possibili danni che le malattie possono arrecare al cuore ?
Sono molteplici, possono coinvolgere
qualunque struttura cardiaca e combinarsi fra di loro. Ad esempio un
infarto miocardico prima di tutto può causare una cicatrice, che deprime
la pompa cardiaca e può far dilatare alcune camere cardiache; in un
secondo momento può anche alterare la funzione valvolare e causare
rigurgiti. Altre malattie invece possono colpire prima di tutto le
valvole, causare dilatazione delle camere cardiache e in ultimo una
disfunzione di pompa.
L’ecocardiografia permette di studiare
tutte questi tipi di alterazione, cogliendo anche le diverse fasi di una
malattia. L’ecocardiografia può essere utile anche per controllare gli
effetti cardiaci di alcuni fattori di rischio: ad esempio l’ipertensione
arteriosa può essere causa di ispessimenti delle pareti muscolari del
cuore sinistro, che possono essere svelate dalle misurazioni
ecocardiografiche.
Inoltre può essere molto utile anche per
monitorare l’efficacia di una terapia. Ad esempio lo scompenso cardiaco
richiede in alcuni casi l’impianto di particolari pacemaker che
stimolano sia la parte destra che sinistra del muscolo: un
ecocardiogramma eseguito prima e dopo l’impianto serve a verificare se
c’è stato un miglioramento della funzione di pompa del cuore.
Un ecocardiogramma deve essere prescritto a tutti i cardiopatici ?
L’ecocardiogramma è ormai diventato un
esame sempre più richiesto perchè relativamente poco costoso, non
invasivo, facilmente accessibile, e ricco di informazione se eseguito da
persone esperte della metodica. Attualmente è molto difficile trovare
pazienti con problemi cardiaci che non abbiano eseguito almeno una volta
un ecocardiogramma.
Tuttavia in un’epoca di consumismo medico
sono sconsigliabili autoprescrizioni: la sua esecuzione deve sempre
avere una precisa collocazione nel percorso diagnostico di un paziente,
deve per questo seguire una visita preliminare di un cardiologo, lo
specialista che meglio di tutti può dare una indicazione appropriata ed
una interpretazione corretta dell’esame.