Come prevenire l’endocardite?
I consigli dell’Odontostomatologo
Testo elaborato dagli Odontostomatologi dott. G De Polo* e G. Dal Broi ** (09/2007)
Prima di
addentrarci nel processo di informazione e/o formazione
dell’Utente/Paziente, allo scopo di chiarire dubbi e lacune
sull’argomento, giova ribadire che deve essere rivolta grande
attenzione alle condizioni di igiene orale dei Soggetti a rischio di
problema cardiaco.
E’ noto che
una scadente igiene e salute oro-dentale (vedi accumulo di placca
batterica o tartaro, tasche parodontali dove si annidano batteri
anaerobi, presenza di residui radicolari…) determina infiammazioni e
infezioni gengivali che spontaneamente o durante pratiche odontoiatriche
possono favorire la presenza marcata di batteri nel circolo sanguigno (=
batteriemie) (sostenuta da streptococchi, stafilococchi, batteri
anaerobi, più raramente miceti…) particolarmente pericolosa per
soggetti predisposti all’endocardite batterica o più in generale a
cardiomiopatie…
Quindi,
condizioni ottimali di salute del cavo orale devono essere raggiunte e
mantenute sia prima di avviare il Paziente ad interventi chirurgici
cardiaci (sostituzioni di valvole, autotrapianti vascolari di innesti di
aorta, by-pass aortocoronarici….) sia dopo l’esecuzione di tali delicate
e complesse procedure attraverso controlli e richiami per l’igiene
oro-dentale.
Cosa
si intende per profilassi odontoiatrica per il Paziente cardiopatico?
Conservare
la salute ed evitare la malattia sono i compiti primari della medicina
moderna. La profilassi è più importante, più semplice e più vantaggiosa
di una terapia dispendiosa dal punto di vista clinico ed economico.
Dunque, per
profilassi s’intende la prevenzione di un evento dannoso e significa
mettere in atto manovre o procedure per evitare che si manifesti una
situazione di malattia.
La
profilassi antibiotica che si adotta per prevenire le infezioni
batteriche a livello dei tessuti e delle valvole cardiache differisce
dal trattamento di una infezione conclamata e infatti, nel primo caso,
si avvale dell’utilizzo di antibiotici per un tempo limitato ma ad alte
dosi.
Il fine
ultimo è di evitare che i batteri si stabiliscano e producano
vegetazioni infette nei tessuti a rischio (endocardio e valvole) per cui
il farmaco deve essere presente in queste sedi prima dell’esposizione ai
batteri che può verificarsi normalmente in seguito ad alcune manovre
odontoiatriche senza nessuna conseguenza nei soggetti non a rischio, ma
che può essere pericoloso nel soggetti a rischio.
Quali
sono i Pazienti a rischio su cui effettuare la profilassi in corso di
terapia odontoiatrica?
Secondo
l’American Heart Association e l’European Society of Cardiology sono tre
le tipologie di Pazienti da ritenere a rischio per lo sviluppo
dell’endocardite batterica:
Pazienti
che hanno già avuto in passato episodi di endocardite batterica,
Soggetti
che hanno valvole cardiache sostituite (con protesi meccaniche o
biologiche),
Pazienti
che hanno subìto interventi chirurgici per la correzione o costruzione
di shunt (derivazioni) polmonari o sistemici.
Queste
categorie sono considerate ad alto rischio mentre ve ne sono altre
considerate a medio rischio che richiedono e per le quali si raccomanda
comunque la profilassi come:
Pazienti
con difetti congeniti cardiaci,
Pazienti
con disfunzioni valvolari acquisite,
Pazienti
con cardiomiopatia acquisita,
Pazienti
con prolasso della valvola mitrale con regurgito
Quando
è necessario eseguire la profilassi?
All’atto
della prima visita odontoiatrica e prima del ciclo di cure, il
Dentista deve raccogliere tutte le informazioni che riguardano lo stato
di salute del Paziente, sia pregresso che presente (vedi anamnesi
approfondita).
Inoltre il
Paziente, se ne è a conoscenza, è tenuto a riferire l’eventualità di
rischi legati ad infezioni batteriche pregresse, così come è necessario
che riferisca la presenza di soffi cardiaci riscontrati nel passato.
In
situazioni dubbie il Dentista dovrà richiedere una consulenza
cardiologica nell’eventualità di prescrivere la profilassi.
Quali
sono gli interventi odontoiatrici che richiedono profilassi per il
soggetto a rischio?
Un pool di
Esperti della Società Britannica di Chemioterapia (BSAC) ha recentemente
stabilito che tutte le procedure odontoiatriche che prevedono
l’interessamento dei tessuti dento-gengivali, compreso il trattamento
endodontico del canale necrotico, richiedono la profilassi antibiotica,
nel paziente a rischio.
Per rendere
più completo l’argomento, comunque, riportiamo la lista degli interventi
odontoiatrici a rischio di indurre una batteriemia:
estrazioni dentarie,
terapie
parodontali (chirurgia muco-gengivale, sondaggi, detartasi se
previsto sanguinamento gengivale, levigatura delle radici)
implantologia,
reimpianto dentale,
inserimento di fibre sottogengivali,
anestesia infraligamentosa,
posizionamento di bande ortodontiche.
Perché
alcuni interventi odontoiatrici non richiedono la profilassi sul
Paziente a rischio?
Si tratta
di cure che non interessano direttamente i tessuti molli (gengive e
mucose), le radici e i canali dentari, che potrebbero fungere da
ricettacolo di germi, per cui in nessun modo possono scatenare una
batteriemia.
Segnaliamo
di seguito le terapie che possono essere eseguite senza rischio per il
Paziente:
trattamenti di odontoiatria conservativa,
anestesia locale,
posizionamento della diga di gomma,
rimozione di suture,
presa di
impronte,
trattamenti a base di fluoro,
esecuzione di radiografie,
registrazione di apparecchi ortodontici.
Infine,
a conferma dell’importanza di quanto sopra, recenti indagini
epidemiologiche eseguite nella città di Torino dimostrano un’incidenza
di endocardite batterica di 3,6 casi ogni 100.000 abitanti e si
ribadisce che ancora oggi l’evoluzione di questa malattia è severa.
** Dott. G. Dal Broi – Medico-chirurgo
spec. in Ortognatodonzia