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Posso viaggiare in aereo?


Testo elaborato dal dott. Andrea Ponchia – Cardiologo (07/2007)


Una lieve-moderata cardiopatia non rappresenta una controindicazione ai viaggi in aereo. Mentre si vola, per effetto della pressurizzazione della cabina, è come se ci si trovasse a un’altitudine di 1500-2000 metri sul livello del mare: l’organismo reagisce aumentando lievemente la frequenza respiratoria e cardiaca. Generalmente questa situazione è ben sopportata, ma le precauzioni non sono mai troppe. Anche per i soggetti cardiopatici più gravi dovrebbe essere disponibile una fonte di ossigeno supplementare durante il volo; in questo caso è bene preavvertire la compagnia aerea della necessità.

Alcuni suggerimenti:

1) Tutti i viaggiatori affetti da patologie cardiache dovrebbero portare con sé una documentazione della propria malattia e l’ECG più recente; dovrebbero anche avere una documentazione delle caratteristiche del pacemaker se presente. Opportuno tenere nel bagaglio a mano i farmaci abituali e gli eventuali medicinali di emergenza.

2) La presenza di pacemaker o di defibrillatori impiantabili non controindica il volo; tali dispositivi non dovrebbero risentire delle onde elettromagnetiche generate dagli apparecchi elettronici presenti sull’aereo o dai metal detector fissi o portatili in uso negli aeroporti; tuttavia è prudente, in caso di controlli, chiedere di essere perquisiti "a mano" anziché con i detector portatili.

3) Se sono presenti rischi di malattie tromboemboliche (precedenti trombosi o embolie, vene varicose) devono essere prese misure preventive: assumere una adeguata quantità di liquidi; effettuare regolarmente opportuni esercizi di stretching alle gambe; indossare calze elastiche durante il volo. I soggetti a rischio maggiore dovrebbero essere trattati con una bassa dose di aspirina (se non sussistono controindicazioni) o con eparina a basso peso molecolare prima della partenza.

4) Chi ha subito un infarto deve fare attenzione, ma a tre-quattro settimane dall'evento, se il flusso sanguigno è stato ristabilito adeguatamente attraverso l'angioplastica o la trombolisi, non esiste una controindicazione assoluta e non è di norma necessario viaggiare con il medico accanto.

Il viaggio in aereo viene generalmente controindicato invece nelle seguenti condizioni:

-Soggetti che abbiano avuto un infarto del miocardio nelle due settimane precedenti il viaggio o una trombosi venosa profonda (TVP) nel corso delle ultime quattro settimane.
E’ consentito il viaggio in caso di pregressa tromboflebite o TVP dopo 4 settimane soltanto se la terapia anticoagulante è stabilizzata ed efficace.
-Persone che abbiano un’angina instabile, gravi aritmie, una insufficienza cardiaca congestizia mal compensata o una ipertensione mal controllata.